Il Nostro Viaggio a Libera-Roccella 2025

Perché siamo ritornati al campo di Libera a Sessa Aurunca?

Il desiderio che ci ha spinto a tornare per il terzo anno consecutivo è stata la presenza di amici nella cooperativa, che ci accolgono ogni volta con grande calore.

Il programma della giornata era il seguente: alla mattina attività manuali per la cura e manutenzione del bene, la gestione dei campi coltivati e degli animali domestici presenti nella fattoria. Quest’anno, oltre alla raccolta di aglio, siamo stati coinvolti anche nel laboratorio di trasformazione interna, creando delle buonissime confetture di pere. La mattina si concludeva con il pranzo preparato dai soci della cooperativa stessa in collaborazione con alcuni dei ragazzi che vivono l’esperienza utilizzando i prodotti da loro coltivati.

Nel tardo pomeriggio tutti gli ospiti della cooperativa partecipavano alla formazione proposta dal presidente Simmaco Perrillo, dagli operatori della cooperativa o da testimoni esterni che raccontano la loro esperienza di lotta contro la mafia. Quest’anno gli incontri sono stati impreziositi dal racconto di vita di Mamadou, il ragazzo a cui è ispirato il film “Io Capitano” di Matteo Garrone. Molti ragazzi sono rimasti colpiti dall’esperienza personale del figlio di Franco Imposimato, vittima innocente di mafia trasversale. Il racconto di Gaetano, ogni anno, monopolizza l’interesse di ragazzi e animatori, perché ci aiuta a capire quanto il fenomeno mafioso determini la crescita personale dei giovani costringendoli a vivere in un sistema che non offre scelte in libertà o altre opportunità.

Le serate si concludono con la cena e con il tempo libero, che ci permette di approfondire le conoscenze con gli altri partecipanti del campo arricchendoci di esperienze e ampliando i nostri orizzonti.

Nella settimana vissuta a Sessa Aurunca non è mancato il momento del relax, trascorrendo una bellissima giornata al mare a Baia Domizia in una spiaggia attrezzata per persone con disabilità.

Cosa ci portiamo a casa quest’anno? Abbiamo imparato a non giudicare le persone e che dietro all’errore di ognuno c’è sempre la possibilità non solo di rimediare! Ma anche di essere migliore e con piccoli passi prendendoci per mano iniziare nuovi cammini con coraggio e fiducia.
E come dice sempre Simmaco al termine della settimana: “… dunque disse la formica, ed iniziò a pisciare nel mare”.

 

I ragazzi dell’oratorio di Arco.